giovedì 19 settembre 2013

TAV: SIAP, ARSENALE CONFERMA RISCHI REALI PER I POLIZIOTTI

Le conclusioni dei periti sulla pericolosità dell'arsenale sequestrato lo scorso 30 agosto in Valsusa confermano, per il SIAP, i timori già espressi: i poliziotti in Val di Susa rischiano la vita.

 La nostra posizione è stata ripresa dalle maggiori agenzie di stampa del Paese

  • Tav: Siap, arsenale conferma rischi reali per forze ordine (ANSA) - TORINO, 19 SET - "Da oltre due anni denunciamo il rischio che qualche operatore delle forze di Polizia possa essere ucciso al cantiere di Chiomonte. Ora c'è la prova ufficiale". Così Pietro Di Lorenzo, Segretario Generale Provinciale del Siap, commenta le conclusioni dei periti sulla pericolosità dell'arsenale sequestrato lo scorso 30 agosto in Valsusa. "Dopo questa ulteriore prova dell'inaccettabile contesto e del rischio reale corso dagli operatori - aggiunge – ci aspettiamo le opportune valutazioni giudiziarie a carico dei soggetti indagati e sotto processo per i gravi atti di violenza di questi anni. L'impulso dato dal Procuratore Caselli, che ringraziamo per l'instancabile opera, va senza dubbio in tal senso, ma è bene richiamare l'attenzione di tutti perché non si sottovaluti la gravità degli attacchi al cantiere e si contrasti, in ogni ambito, la deriva 'intellettuale' che tenta di far passare il tentato omicidio per nobile gesto di disobbedienza civile".(ANSA).
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  • TAV: SIAP, "AGENTI RISCHIANO LA VITA, ORA C'E' LA PROVA" 10:24 19 SET 2013 (AGI) - Torino, 19 set. - "Da oltre due anni denunciamo il rischio che qualche operatore delle forze di Polizia possa essere ucciso al cantiere di Chiomonte: ora c'e' la prova ufficiale, fornita dalle perizie dei consulenti della Procura di Torino che hanno verificato la potenzialita' devastante del materiale sequestrato a bordo un autovettura condotta da no Tav". E' quanto afferma Pietro Di Lorenzo, Segretario generale provinciale del Siap, sindacato di polizia, dopo gli esiti di una perizia sul materiale esplodente ritrovato a bordo di una vettura fermata dai carabinieri in Valsusa il 30 agosto scorso, su cui degli attivisti trasportavano molotov, razzi, petardi, chiodi, tubi in pvc, benzina, pneumatici, fionde, maschere antigas. "Dopo questa ulteriore prova dell'inaccettabile contesto e del rischio reale corso dagli operatori - prosegue De Lorenzo - ci aspettiamo le opportune valutazioni giudiziarie a carico dei soggetti indagati e sotto processo per i gravi atti di violenza di questi anni. L'impulso dato dal Procuratore Caselli, che ringraziamo per l'instancabile opera, va senza dubbio in tal senso ma e' bene richiamare l'attenzione di tutti perche' non si sottovaluti la gravita' degli attacchi al cantiere e si contrasti, in ogni ambito- conclude - la deriva "intellettuale" che tenta di far passare il tentato omicidio per nobile gesto di disobbedienza civile". (AGI)