venerdì 18 gennaio 2013

Liste elettorali "Ingroia Rivoluzione Civile". Entra il Silp, lascia chi non vuole stare con i NoTav

INGROIA: IN LISTA GIARDULLO,SEGRETARIO SINDACATO POLIZIA SILP (ANSA) -
 ROMA, 16 GEN - Claudio Giardullo, segretario del sindacato di polizia Silp-Cgil, si candida nelle liste di Rivoluzione Civile con Ingroia, in cinque collegi. ''Serve - spiega Giardullo - una rappresentanza politica del mondo della sicurezza e della legalita', due versanti strategici per la crescita e lo sviluppo del Paese e per la garanzia ed il rispetto dei diritti dei cittadini a fronte di una crescita rapida e pericolosa della criminalita' mafiosa e della sua espansione non soltanto nelle regioni in cui e' tradizionalmente presente''. E sono necessarie, ha aggiunto, ''politiche a tutela degli operatori delle forze di polizia che svolgono un compito fondamentale per la difesa della legalita' e della democrazia''. Quanto alla scelta di Rivoluzione Civile, ha proseguito il segretario del Silp, ''mi convince la credibilita' del progetto ed il rigore professionale e intellettuale di una persona come Ingroia che ha dedicato gran parte sua vita alla battaglia per la legalita'''. (ANSA).   

 

Ingroia scivola sulla lotta No Tav Bugnano (Idv): “Lascio, non  posso stare in lista con gli estremisti” 

Patrizia Bugnano, senatrice uscente ha deciso di rifiutare la candidatura e di farlo criticando la scelta di indicare come capolista il sindaco No Tav di Venaus, Nilo Durbiano. Certo c’è sicuramente l’amarezza legata al fatto di non essere rieletta a Palazzo Madama anche se l’esternazione della senatrice, molto vicina ad Antonio Di Pietro, suona come un atto di accusa politico di tutta l’Idv. E per due motivi. Il primo: «non si tiene conto delle diverse sensibilità dei fondatori di questo progetto». Il secondo: «Non posso dimenticare le prese di posizione di Durbiano contro la magistratura e contro le forze dell’ordine in occasione dell’arresto di alcuni militanti No Tav accusati di episodi violenti e di devastazione».  

E aggiunge: «Chi critica la magistratura e le forze dell’ordine, chi manifesta solidarietà agli arrestati, chi ipotizza presunti attentati alla democrazia in seguito a inchieste della magistratura, non può e non deve rappresentarmi». Poi arriva l’affondo: «Ho ancora negli occhi le scritte ingiuriose e le minacce rivolte al Procuratore capo Giancarlo Caselli sui muri di Torino, così come eventi pubblici annullati per timore di blitz violenti». Io non dimentico e soprattutto non solidarizzo con i presunti autori di questi episodi». Ingroia che con Caselli ha lavorato alla Procura di Palermo viene accusato di scarsa memoria: «Io non dimentico e soprattutto non solidarizzo con i presunti autori di questi episodi»