venerdì 1 maggio 2015

SCONTRI MILANO - SIAP/ANFP: BASTA IPOCRISIE, CI VOGLIONO ARRESTO DIFFERITO E DASPO DALLE MANIFESTAZIONI

Dichiarazione alla stampa Siap -Anfp dei Segretari Tiani e La Spina. -
Quanto è accaduto oggi a Milano dimostra con assoluta evidenza che la storia è purtroppo destinata a ripetersi. Strade messe a ferro e fuoco, autovetture incendiate, vetrine distrutte, quartieri devastati e resi irriconoscibili da chi fa della violenza e della distruzione l’unica forma di manifestazione del dissenso. 
Mazze, maschere, caschi, vere e proprie armi: le tristi divise dei professionisti del disordine abbandonate per terra. Una Milano sotto tortura, che ha, tuttavia, saputo reagire immediatamente con dignità e spirito costruttivo. 
Abbiamo sottolineato in più occasioni quanto delicate e difficili siano le funzioni che siamo chiamati ad esercitare. Siamo stanchi dei facili ed ormai scontati commenti di chi si improvvisa all’occorrenza specialista in ordine pubblico, scaricando la responsabilità sulla Polizia di Stato ed i suoi vertici ed ignorando la complessità e le enormi difficoltà che la predisposizione e la gestione di servizi di questo tipo comportano. 
Così come auspicheremmo un maggior senso di responsabilità anche di una parte dei mezzi di comunicazione, che a volte veicolano rappresentazioni dei fatti parziali o distorte. 
Le immagini che scorrono oggi nei telegiornali, oltre a confermare quanto abbiamo sempre detto, impongono una seria rilfessione su ciò che è ancora necessario fare per prevenire e reprimere efficacemente simili comportamenti. 
L’arresto differito per gli autori dei disordini, misure interdittive sul modello del DASPO, volte ad impedire ai soggetti pericolosi la partecipazione alle manifestazioni pubbliche ed un aggravamento delle sanzioni per una serie di reati contro l’ordine pubblico, che in molti casi sono solo ipotesi contravvenzionali, del tutto inefficaci a fronte della gravità delle condotte che dobbiamo fronteggiare. 
Il costo che la collettività è costretta a subire è francamente insopportabile. Come decisamente assai elevati appaiono i rischi cui i nostri operatori si trovano esposti, a fronte dei quali è indispensabile un potenziamento degli strumenti di carattere preventivo e repressivo. 
Possiamo affermare con orgoglio di esserci sempre mostrati aperti al dibattito su ogni argomento che riguardi il nostro universo professionale. Ma ci auguriamo che oggi, a fronte di una furia lucida e premeditata, che viola ed offende i principi sanciti dalla nostra Costituzione, oltre che lo spirito che dovrebbe ispirare i festeggiamenti per il 1° maggio, si inizi finalmente a riflettere anche sull’opportunità di un numero identificativo per i manifestanti. 
Fatte salve, ovviamente, le dovute eccezioni, che per nostra fortuna continuano ancora a rappresentare la netta maggioranza dei casi.